Tavolo-tecnico-Lega-M5S-14518

ROMA. "Sull'accordo siamo alle strette finali, nelle prossime 48 ore chiudiamo". Così Matteo Salvini e Luigi Di Maio a una settimana dall'apertura del tavolo tecnico congiunto Lega-M5S per la composizione del programma di governo giallo-verde. Sciolti (o in fase di scioglimento) gli ultimi nodi  relativi a immigrazione, infrastrutture e giustizia, la vera incognita ancora sul tavolo resta quella della premiership. Se da un lato resta in piedi la soluzione Giuseppe Conte, avanzata nei giorni scorsi e ancora non smentita, dall'altro spunta l'ipotesi dell'ultim'ora di una staffetta tra i due leader o con due nomi esterni vicini alle rispettive forze politiche: "Ma qui è complicato - ammette il capo politico del Movimento interpellato da Adnkronos - dovremmo decidere chi parte". Considerato l'ultimo (e unico) precedente Craxi-De Mita del 1983, le premesse non sembrano le migliori. Nel frattempo, a 73 giorni dal voto, il Quirinale continua ad attendere in silenzio che le due forze conducano in porto l’accordo ben consapevole del fatto che, in caso di fallimento delle dell'esperimento carioca, l’unica soluzione percorribile resti quella - paventata da Mattarella nei giorni scorsi - di un governo neutro che traghetti il Paese fino a dicembre o a eventuali elezioni anticipate in autunno.